Mom to be

Oggi, miei cari lettori, voglio parlarvi di qualcosa di diverso e insolito per questo sito. Mi avevate lasciata come autrice single e sfigata in amore quasi quanto le mie eroine – fatta eccezione che loro avevano il loro lieto fine, mentre io solo finali poco lieti. Qualcosa è cambiato! Il 2020 è stato un anno altalenante; ho vissuto momenti orribili, che mi han segnata, al di là della pandemia in corso, ho perso in un incidente stradale una persona molto importante, ho perso il mio cane, ho avuto delusioni e sconfitte… eppure in un giorno tutto è cambiato e la mia vita ha subito un’inaspettata svolta: ho conosciuto Yuri, colui che oggi è ufficialmente mio marito.
E il 2021? Se possibile ancora più inaspettato.


bride and groom embracing outdoors
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“Uno splendido tramonto arrivò ad occidente, così rapido e inatteso da dare la sensazione che il cielo si stesse muovendo velocissimo.”

— Banana Yoshimoto

Il 2021, se vogliamo, è stato ancora più inaspettato. Dal titolo dell’articolo già starete immaginando dove voglia andare a parare, quindi taglio corto e ve lo dico è basta: sto per diventare mamma (e ormai manca davvero poco).
Un bambino cercato e desiderato, è stato un dono meraviglioso, arrivato al primo tentativo e ricordo ancora quando è stato emozionante scorgere quelle due lineette sul test e la felicità che scoppiava nel cuore quando, al secondo test di conferma, ho letto chiaramente: incinta. Era la prima metà di marzo quando ho scoperto che la mia vita sarebbe cambiata drasticamente e ho iniziato a fantasticare su abiti prémaman, gioiose girate in centro sfoggiando fiera il mio bel pancione, le foto che avrei scattato alla vita che sarebbe cresciuta ogni giorno di più nel mio grembo.

Il primo trimestre, in effetti, è andato benissimo: pochissima nausea e spossatezza, a parte questi due sintomi, stavo benissimo. Niente voglie strane, niente odori fastidiosi o doloretti. Il secondo trimestre è stato più ostico e mi ha vista trascorrere questi mesi a letto; da inizio agosto a ottobre… estate terminata con largo anticipo.

Il terzo trimestre è stata la parte più difficile e ho scoperto tutte quelle cose che di norma non vengono dette. Voglio rivelarvele, almeno quelle che ha provato la sottoscritta.

  • Goffaggine: il pancione è sempre più grande e questo comporta il muoversi come una novantenne piena di acciacchi.
  • Scarpe e calzini – i nemici: dovreste davvero vedermi in questi momenti, una scena degna di “Benny Hill” o “Fantozzi”. Non riesci a piegarti e trovi i modi più creativi per riuscire a indossare calzine e scarpe. Per togliere i pantaloni, talvolta chiedo l’aiuto del pubblico – ovvero mio marito – che accorre a sfilarmeli di dosso.
  • Alzarsi dal letto: la lentezza… devi programmare di alzarti almeno minuti prima, ogni volta che cerco di alzarmi dal letto (ma anche dal divano), mi aspetto di veder spuntare all’orizzonte i volontari di Green Peace armati di secchi d’acqua per non farmi disidratare (così come fanno con le balene spiaggiate).
  • Fare le scale: due gradini… e vedi scendere San Pietro che ti fa tintinnare davanti agli occhi sbarrati le chiavi per l’accesso al paradiso.
  • Pausa pipì: ogni cinque minuti devi correre in bagno perché pare che la tua vescica non sia più in grado di tenere nemmeno una goccia d’acqua.

La cosa peggiore è che, arrivata alla fine e impaziente di conoscere chi ti sta dando tanti calci nella pancia, scopri che per stimolare il parto devi fare proprio quelle cose che ti fanno sentire più morta che viva: camminare e fare le scale! Per fortuna, nell’elenco dei metodi casalinghi per accelerare il parto troviamo anche il fare l’amore; una bella notizia per i mariti, forse per le donne che hanno già contrazioni, dolori e mal di schiena lo è un po’ meno, ma di sicuro è meglio che affrontare una rampa di scale, se non altro è un metodo divertente e piacevole.

Voi come avete vissuto l’ultimo trimestre di gravidanza?

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