Negli ultimi tempi ho riflettuto spesso sulla vita sentimentale disastrosa che mi accompagna da parecchio tempo. Spesso mi sono domandata se fosse “colpa” mia, se fosse “colpa” degli uomini. Io sono selettiva, forse troppo esigente e pretenziosa; gli uomini troppo leggeri, affetti da sindrome di Peter Pan o farfalloni. Tuttavia, sebbene tutte queste cose possano essere tenute in considerazione, non credo sia solo l’unico motivo per cui per me – e per chiunque legga un libro (ma basta anche un film) – è così complicato trovare il compagno perfetto con cui condividere, se non addirittura la vita intera, quantomeno un pezzo di strada. Sono arrivata alla conclusione che la “colpa” sia da attribuire ai libri (o anche ai film).

Essere donna è terribilmente difficile, perché consiste soprattutto nell’avere a che fare con gli uomini.

(Joseph Conrad, Chance)

Notiamo le differenze

Libro VS realtà

Le differenze sono davvero tante. Leggere i libri ci va viaggiare in mondi lontani e ci accende mille fantasia sugli uomini descritti con cura e sapienza tra quelle righe d’inchiostro nero – o in digitale, se è un e-book – senza tenere davvero di conto di ciò che la vita vera può offrire.
Io non so voi, ma leggo e scrivo di uomini meravigliosi, uomini tenebrosi e sexy che riescono a donarti un orgasmo solo con la forza di un intenso sguardo.

A forza di leggere (o scrivere) di uomini bellissimi; sensibili, ma forti; virili, ma romantici; stronzi, ma pronti alla redenzione, io inizio davvero a provare una certa confusione. Contraddizioni, ossimori quasi, che descrivono perfettamente l’uomo che tutte noi vorremo al nostro fianco, ma che con ogni probabilità non avremo mai.

Gli eroi di casa sono degli abilissimi amanti, un amplesso garantito che dura per delle ore senza mai tentennare. Sono uomini capaci di una pazienza infinita nel sopportare paranoie dell’eroina, uomini che si esibiscono in gesti d’amore strappalacrime e plateali, ma che al tempo stesso sono del genere della Denim – l’uomo che non deve chiedere mai – e che vedono solo te, nient’altro che te anche se davanti gli sfila Belen Rodriguez in déshabillé. A forza di immaginare e sognare questi tipi di uomo è andata a finire che non faccio che chiedermi: perché io non incontro mai uomini del genere?

Negli anni sono uscita con molti uomini… tutti diversi tra loro, ma nessuno come i miei “eroi”.

Certo, anche gli eroi dei libri talvolta deludono, ma, puntualmente, trovano il modo per uscirne splendidamente, risultando ai tuoi occhi addirittura migliori di quanto già non fossero.

Ho notato che nei libri che leggo (come anche in quelli che scrivo) è spesso la donna quella più vicina alla realtà. La donna ha qualche difetto a volte fisico, ma sempre caratteriale. Ci descriviamo nei libri con mille sfaccettature negative: stacanoviste, ciniche, acide, logorroiche, sarcastiche, ingenue, ipocondriache, affette da problemi emotivi, talvolta sociopatiche e anche, diciamolo, rincoglionite. La donna nel mondo dei libri è accettata, forse addirittura maggiormente amata, se si porta con sé qualche difetto che la umanizza e forse sono proprio questi difetti che le affibbiamo che poi, noi che leggiamo, ci troviamo più affini, una questione di empatia che si scatena grazie ai difetti perché nessuno è perfetto, né uomini né donne.
Ma li uomini… loro sono sempre in un solo modo nel mondo letterario:

PERFETTI!

E quando ti abitui a questi standard, diventa difficile accettare che nella magra realtà, l’uomo che puoi incontrare – che sia in un bar, discoteca, al parco, al supermercato o su Tinder – sia anche solo lontanamente come lo descriverebbe un libro. Ho avuto a che fare con uomini allergici ai legami, i più comuni, i farfalloni la cui unica aspirazione nella vita è aggiungere quante più tacche nella loro personale (spesso nemmeno tanto privata) collezione di conquiste. Uomini indolenti, a cui magari fa fatica percorrere pochi metri per raggiungerti, che non vengono a prenderti sotto casa, ma scelgono un luogo di incontro comodo. Uomini che magari a letto non sono poi granché, una miccetta più che dinamite. Uomini narcisisti, che amano essere rincorsi, che manipolano la tua mente, che fanno giochi psicologi centellinando messaggi e risposte. Uomini che pensano a far le foto agli addominali davanti allo specchio della palestra. Uomini viziati che prendono, ma non danno.
Ovviamente, non tutti sono così, parlo solo di alcune categorie… continuo a sperare che, nascosto da qualche parte nel mondo, ci sia l’uomo giusto per ognuna di noi. Poi diciamolo, a volte anche noi donne non siamo facilissime da gestire, ma di questo scriverò un altro articolo all’insegna del politically correct!

«S-sì, carino…» Non riesco ad ampliare la frase per renderla più cordiale; da quando mi ha condotta in questo ristorante tipico messicano, con i cuochi che urlano dalla cucina, i commensali in ciabatte, rendendo il mio look ricercato fuori luogo, e la cameriera che mastica vistosamente una gomma, non faccio che pensare di non meritarmi affatto un posto del genere. Non perché dovesse essere di lusso, ma perché so che questo è il ristorante in cui lui, da cliente abituale, ha sempre un trattamento di favore. Non è romantico, è solo comodo. In nessun romanzo ho mai letto di un uomo che porta l’amore della sua vita in un posto “comodo”. Non ho mai letto che Mr. Darcy faccia scelte “comode” con la sua Elizabeth Bennet. Comodo non fa rima con romantico.


Tratto da “Il buongiorno si vede dal marito

2 Comments on “Il lato negativo degli “eroi””

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