Stare con una scrittrice, sia che si parli di rapporti amichevoli o sentimentali, non è una cosa facile, ne sono consapevole. Ovviamente, averla come fidanzata, comporta disagi più congrui in parità col tempo che si passa insieme. Io. Lo. So. Stare con una che è come me non è facile e il “problema” (per così dire) di tutto nasce da una cosa:

AMO SCRIVERE!

Fotografia by Marco Montauti Photography

Essendo quindi un lavoro che più che altro è un sogno che si realizza per coloro che, come me, nascono con questa forte passione nelle vene, ti viene naturale, senza che sia un peso, dedicarle tutto il tuo tempo e la tua dedizione.

Il bello delle persone è che mi parlano come se io le ascoltassi.

Uno dei grossi difetti è semplicemente che a volte, se qualcuno parla con me, io potrei aver udito qualcosa, visto un dettaglio, o anche solo immaginato come un flash, un qualcosa che mi porta l’ispirazione fulminante.
In questo caso, il/la/i poveretto/a/i che dialogano con me si ritroveranno una persona assente che non li ascolta minimamente e che, per ovviare a ciò, annuirà e mormorerà sommariamente qualche mugolio. Potreste anche insultarmi che potrei rispondere: “Ah sì, vero…”. Non perché concordi con le vostre critiche offensive, ma solo per il semplice fatto che il mio cervello ha staccato vie le orecchie, troppo preso a elaborare idee, immagini e frase.

Ah, ci sei anche tu?

Un altro difetto, a volte sono così colpita da qualche fattore esterno che, improvvisamente, non ti cago più e stavolta palesemente, senza neanche sforzarmi di fingere che mi stia interessando qualcosa di quello che dici tu, ma non perché non mi interessi di fondo, bensì perché in quel momento una trama sta prendendo vita e allora mollo qualsiasi cosa e mi metto a parlare da sola, farnetico di personaggi, segno appunti sulla loro psicologia e mi pongo domande sulle svolte della trama per stamparle nella memoria.

Correlato a questo c’è che quando sono così ispirata non posso lasciar andare via il momento così frugo in borsa, nelle tasche, nell’auto… ovunque! Se necessario prendo anche un tovagliolino di carta dal bar pur di avere un pezzo di carta su cui scrivere nero su bianco i miei appunti. Altrimenti esiste word per cellulare il che, per i cristiani che mi gravitano attorno, è una bella sfiga perché nel bel mezzo della cena tra amici io potrei mettermi a scrivere le vicende di qualche personaggio.

Una volta, per esempio, ero a passeggio con il mio ex ragazzo per il porto dell’Elba, guardavamo il mare e, mentre lui mi diceva cose carine e romantiche, io lo ignorai e mi soffermai invece sui riflessi delle luci sull’acqua e lì…. ciao! In fretta e furia presi il cellulare e cominciai a scrivere, dicendo solo: “Scusa ma mi è venuta in mente una storia!” e qui è la fine! A questo punto, il malcapitato, avrà la sensazione di essere in compagnia di un fantasma a cui sentirà dire, sporadicamente, qualche frase sparsa che non lo riguardano minimamente.

Il disordine è sinonimo di una mente creativa

Con questa scusa, che il disordine sia sintomo di una mente creativa, io sguazzo nell’auto-giustificazione di essere disordinata. Casa mia è sì pulita, ma sempre con qualcosa fuori posto: vestiti sul letto e sulla sedia, brick di esta thè sui tavolini, libri e libri sui comodini, tavoli, mensole, mobilia in generale, scarpe in bagno e, talvolta, in salotto.
Lo so, dovrei tenere più in ordine che come dice mia madre una donna dovrebbe tenere una casa precisa e ordinata per pura soddisfazione personale. Ammetto che quando mi vengono i raptus di fare ordine sono soddisfatta per cinque minuti… il problema è che spesso non posso usare il tempo a riordinare i calzini quando una storia freme per essere scritta! Non sei tu a scrivere un libro, è il libro che si fa scrivere da te.

Avrei ancora altri difetti da elencare ma per oggi mi posso fermare anche qui.

XOXO Sara

2 Comments on “La vita con una scrittrice”

  1. Ci sarà anche il tempo per una casa ordinata prima o poi, ma il bello del caos è che solo chi l’ha creato può gestirlo e conviverci, e se questo è la conseguenza di una intelligenza creativa che ti permette di fantasticare e di sognare su trame e personaggi non ci vedo niente di brutto, anzi! Coraggio e tanto “pane e fantasia”! Un abbraccio!

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